Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano un problema di crescente rilievo, alla luce dei recenti dati epidemiologici. Essi riguardano soprattutto la popolazione femminile, sebbene negli anni recenti sia stata rilevata una crescita notevole di tali fenomeni anche presso la popolazione maschile. Ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è dedicata la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, il 15 marzo: si tratta di un’occasione per conoscere meglio queste patologie, e favorire la sensibilizzazione in merito a esse. Negli ultimi anni è stato rilevato un notevole abbassamento dell’età di esordio di tali comportamenti, con conseguente elevato rischio di danni permanenti per la salute. Disturbi Alimentari e ginecologia Il corpo della donna è una macchina forte ma delicata, basata su equilibri naturali soggetti a notevoli ripercussioni in presenza di comportamenti scarsamente assennati. Molti disturbi ginecologici – irregolarità mestruali, disfunzioni ovariche, amenorrea, candidosi – finanche l’infertilità – non di rado derivano da una cattiva alimentazione. Anche la comparsa di alcune virosi (ad esempio l’HPV) può essere associata a una alimentazione poco bilanciata o incompleta, la quale è a sua volta causa di un abbassamento delle difese immunitarie. In presenza di un indice di massa corporea molto basso sopraggiunge l’amenorrea: si tratta di una sorta di strategia difensiva posta in opera dall’organismo, che tenta di risparmiare energia. Se i nutrienti scarseggiano o mancano del tutto, l’ovulo non può compiere il suo corso di maturazione. Il ciclo ovulatorio si interrompe del tutto, e spesso la normale funzione ovarica non si ristabilisce con il recupero del peso perduto, ma diversi mesi dopo. Peraltro, se lo stato di sottopeso patologico si protrae per un tempo lungo, la funzione ovarica può esserne compromessa in modo grave, non naturalmente recuperabile. Anche l’infertilità può essere conseguenza di disturbi del comportamento alimentare: si stima che circa il 15% dei casi di infertilità femminile sia dovuta a problemi legati al peso; le carenze nutrizionali non di rado generano alterazioni a carico di ipotalamo e ipofisi, inficiando il rilascio delle gonadotropine (FSH ed LH), ormoni indispensabili per la funzionalità ovarica; e tali squilibri ovulatori interferiscono con l’insorgere spontaneo di una gravidanza. Chi soffre o ha sofferto di DCA impiega in genere oltre sei mesi in più della media della popolazione per ottenere una gravidanza; e le pazienti con trascorsi di anoressia tendono a ricorrere a tecniche di procreazione assistita nel doppio dei casi rispetto alla popolazione generale. L’organismo fornisce segnali che non vanno ignorati; il ginecologo, di concerto con altre figure specializzate, può fornire il supporto che occorre per ritrovare la serenità della fisiologia.
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Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla.
