Il tumore al seno colpisce una donna su otto

Il tumore al seno colpisce una donna su otto

PREVENZIONE
Il tumore al seno colpisce una donna su otto.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 55.500 nuovi casi di tumore al seno. Si tratta della neoplasia più frequente nel genere femminile in tutte le fasce di età.

La prevenzione e la diagnosi precoce sono gli strumenti che permettono di intervenire in modo tempestivo. Rispetto a un passato ancora recente, un grande merito va riconosciuto alle donne stesse: perché anche l’osservazione del proprio corpo, l’attenzione ad alcuni cambiamenti e il superamento di un malinteso senso del pudore si sono rivelati potenti alleati dell’anticipo diagnostico. 

Grazie a una cultura della consapevolezza, ai progressi della medicina e agli screening che abbiamo oggi a disposizione, nonostante il continuo aumento dell’incidenza (+0,9 per cento ogni anno), di tumore al seno si muore meno rispetto al passato – tanto che la mortalità ha fatto segnare un calo del 6 per cento nel 2020 rispetto al 2015.

Il tumore al seno è una neoformazione della mammella che origina dai tessuti ghiandolari. Una maggior cognizione femminile è essenziale e determinante: se diagnosticato in fase iniziale, il tumore maligno mammario consente un trattamento chirurgico conservativo, e si associa a una maggiore efficacia terapeutica, permettendo di ottenere sopravvivenze a 5 anni molto elevate (quasi al 90% delle pazienti), con un buon recupero della qualità della vita.

 

La prevenzione

È un percorso che deve iniziare già in giovane età, a partire dai 20 anni, e protrarsi per tutta la vita della donna. Una prevenzione accurata e efficace prevede azioni e controlli differenziati in base alle fasi della vita e all’esposizione a fattori di rischio, quali familiarità con la patologia oncologica, fumo e abuso di alcool. (Ci sono inoltre alcuni fattori legati alla vita riproduttiva che possono influenzare il rischio di tumore del seno: un periodo fertile breve (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce) e una gravidanza in giovane età sono protettive, e lo è anche l’allattamento al seno).

 

  • La prevenzione quotidiana

Prima ancora di sottoporsi a controlli e visite mediche, che sono in ogni caso fondamentali, è importante curare lo stile di vita. Svolgere attività fisica – anche in menopausa – , seguire un’alimentazione bilanciata, evitare il fumo di sigaretta e l’abuso di alcool sono comportamenti virtuosi che permettono di ridurre il rischio di sviluppare la patologia.

  • Autopalpazione

È una manovra che permette alle donne di conoscere meglio il proprio seno, aiutandole a riscontrare la presenza di un eventuale nodulo, ma non si sostituisce agli esami di screening. (In presenza di sintomi quali noduli, retrazione del capezzolo o della pelle, rossore attorno al capezzolo, tumefazione ascellare, secrezioni o in caso di dubbio, è fondamentale rivolgersi al proprio medico o allo specialista quanto prima)

Consigli di prevenzione senologica per fasce d’età

 

Sotto i 25 anni
Un test semplice da svolgere ogni mese, una settimana dopo la fine del ciclo, è l’autopalpazione del seno.

Anche in assenza di sintomi, si consiglia di rivolgersi a uno specialista per programmare i necessari controlli periodici (visita senologica ed ecografia mammaria), specialmente per le donne con familiarità per tumore mammario (mamma, sorella, zia o donne in famiglia).

La prevenzione tra i 25 e i 40 anniIn aggiunta all’autoesame mensile, a partire dai 25 anni è consigliabile fare almeno un’ecografia al seno ogni anno.  L’ecografia rappresenta l’indagine di prima scelta nelle donne di età inferiore ai 40 anni, in cui la struttura ancora prevalentemente ghiandolare della mammella non rende efficace lo studio attraverso la mammografia. Questo esame è indolore, veloce e privo di rischi.

La prevenzione dopo i 40 anni

Le donne dopo i 40 anni possono sottoporsi all’esame mammografico. Questo esame radiologico è lo standard per il controllo annuale e per individuare le patologie tumorali all’inizio della loro manifestazione clinica.
L’ecografia si affianca e completa efficacemente l’esame mammografico. La periodicità dell’esame ecografico viene decisa dal medico radiologo sulla base dell’età anagrafica, dell’anamnesi familiare, dell’anamnesi patologica, della terapia ormonale in corso o pregressa, e della struttura della ghiandola mammaria.

In menopausa

Durante la menopausa, il rischio di tumore al seno raddoppia, e aumenta di un ulteriore 3% per ogni anno di ritardo della menopausa. Questo accade perché con la conclusione dei periodo fertile si riduce drasticamente la produzione degli estrogeni – ossia gli ormoni femminili che presiedono al funzionamento di tutto l’apparato genitale – i quali svolgono anche una funzione protettiva verso le patologie tumorali del seno.

A tutte le donne si consiglia di per prenotare la mammografia di controllo, che può essere annuale o effettuata ogni due anni, sulla base della valutazione del senologo.

La mammografia oggi può essere svolta anche con tomosintesi, una tecnica che permette una visualizzazione volumetrica in 3D ad alta definizione della mammella. La ricostruzione tridimensionale permette di superare uno dei limiti principali dell’imaging bidimensionale, ovvero il mascheramento di lesioni causato dalla sovrapposizione di tessuto sano. La Tomosintesi consente di dissociare piani diversi svelando lesioni che altrimenti risulterebbero invisibili con l’esame tradizionale: ne derivano un’aumentata sensibilità e accuratezza diagnostica. La dose di mezzo di contrasto erogata per l’acquisizione di immagini con Tomosintesi non supera quella di una mammografia tradizionale; l’esame risulta tuttavia meno doloroso per la paziente, in quanto la compressione necessaria è inferiore rispetto a quella richiesta nello svolgimento dell’esame tradizionale.

Stile di vita

Alcuni dei fattori che condizionano l’insorgenza del tumore al seno sono influenzati dalle abitudini personali. Il fumo di sigaretta attivo e passivo, e il consumo di alcol sono evidenti fattori di rischio per il tumore al seno. Fumare una sigaretta comporta l’inalazione di circa 4.000 sostanze tossiche, mentre consumare circa tre bicchieri di alcolici al giorno aumenta il rischio di cancro al seno del 50% rispetto a chi non consuma alcolici. Un’alimentazione non bilanciata e sana e il possibile e conseguente aumento del peso e del tessuto adiposo, contribuisce alla produzione di ormoni estrogeni circolanti, in grado di aumentare così lo stimolo ormonale sulla ghiandola mammaria. Al contrario, un esercizio fisico quotidiano e regolare, il controllo del peso e un’assunzione estremamente ridotta di alcol (soprattutto in adolescenza) sembrano essere collegati alla diminuzione del rischio di sviluppare la patologia.