Infertilità femminile e maschile: fattori

Infertilità femminile e maschile: fattori

INFERTILITà
Infertilità femminile e maschile: fattori

Per quanto riguarda l’infertilità femminile, l’età è certamente il fattore principale: per ragioni socio-economiche, di carriera o altro, le donne fanno figli sempre più tardi (in Italia l’età media attuale, per il primo parto, è 30 anni); laddove l’intervallo più fertile per una donna è da considerarsi tra i 20 e i 25 anni. Esso resta abbastanza alto fino ai 35, subisce un considerevole calo tra i 35 e i 40, ed è bassissimo dopo i 40 anni.

Con l’età si assiste a un progressivo deterioramento della funzione ovarica e della qualità dei gameti femminili, ovvero gli ovociti, le cellule uovo. L’invecchiamento degli ovociti è dunque un fattore di sterilità particolarmente rilevante. Intorno ai 37 anni vi è una accelerazione della perdita follicolare e contemporaneamente si assiste a un aumento del numero di anomalie cromosomiche e di aborti spontanei.

Per quanto riguarda l’infertilità maschile, per contro, si può certamente affermare che il fattore età interferisca meno. Sono stati individuati tre tipi di fattori capaci di influenzare la riserva spermatica: ambientali, medici, genetici e psicosociali. Tra i fattori ambientali rientrano l’esposizione ad agenti inquinanti quali metalli, calore, radiazioni e fumo. Per contro, le cause che hanno una rilevanza strettamene medica sono quelle patologie in grado di alterare la struttura e la funzione del testicolo e del pene. Sono stati rilevanti con frequenza minore dei fattori genetici, (ad esempio un’alterazione sul braccio lungo del cromosoma Y, che porta a un aumentato rischio di oligozoospermia, ossia scarsità del numero di spermatozoi); e senza dubbio l’infertilità maschile riconosce una grossa componente sociale: su di essa infatti appare chiaro che influiscano in modo assai negativo le condizioni ambientali e lo stile di vita, incluso lo stress.