Infertilità: tempi e percentuali Occorre premettere che ogni donna nasce con un numero predefinito di cellule uovo (riserva ovarica) che – a partire dal menarca e con il passare del tempo – si riduce fino a esaurimento. In ragione di questo semplice motivo biologico, la fertilità delle donne diminuisce a partire dai 30 anni, incontrando un calo significativo dopo i 40. Anni fa, una coppia che dopo un anno di rapporti regolari e non protetti non fosse riuscita a concepire, sarebbe stata genericamente considerata infertile. Oggi una non trascurabile percentuale di coppie riesce ad avere un figlio dopo circa due anni di tentativi, per cui si preferisce parlare di infertilità non prima di 24 mesi di regolari tentativi, ossia di rapporti non protetti frequenti, ossia a distanza di 2 o 3 giorni (secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS). Complessivamente l’infertilità riguarda il 15% circa delle coppie. Le possibili cause sono numerose: per alcune di esse è possibile e ragionevole intervenire con diagnosi tempestive, cure farmacologiche e terapie adeguate; per altre sarà necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. 
Ma i tempi cambiano, e così le abitudini sociali.
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